Nell’ultimo mese non s’è parlato (Ginevra a parte) che della nuova DS3. Proposta come qualcosa di assolutamente nuovo e inedito, nasce con l’idea di dar battaglia alla Mini. Con cui, peraltro condivide in parte i motori. Questa mossa è apparsa azzardata e coraggiosa. In attesa del numero di maggio (edicola 15 aprile), dove la proveremo su ogni fondo e in ogni condizione (vi terremo aggiornati…), sul prossimo TG troverete le illuminate considerazioni di Captain Slow (James May, “Se fosse rivoluzionaria come quella che l’ha preceduta, leviterebbe”) e un pezzo che inquadra perfettamente la nuova urban-sport-chic-”anti”-groovy francese. Da quel testo, ecco uno stralcio: “E’ difficile trovare una Casa che invii messaggi più contraddittori della Citroën. La C6 è un’incredibile nave spaziale Art Nouveau a effetto soporifero. Le monovolume Picasso, piccole o grandi, sono OK (e basta). Poi però ci sono i risultati nel Campionato del Mondo di Rally. La DS3 lascia ancora più perplessi, perché richiama alla memoria la magica DS berlina degli anni ’50. Come hanno potuto fare questa scelta azzardata? Eppure dai sondaggi pare che per i giovani di oggi DS stia per Nintendo. E non c’è bisogno di essere Sartre per capire che il mondo è cambiato. La DS3, infatti, è molto 2010. Quando puoi scegliere fra una quarantina di combinazioni di colori di scocca/tetto e una serie di “universi” che si chiamano “Urban Tribe” o “Zebra”, che altro importa? Davvero volete sapere come va?”
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